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Karim Laribi | Sito Web Ufficiale

Lunedì 10 Novembre 2014 15:22

Omar Laribi "Kim? Un mix di talento e generosità!"

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Ciao Omar, bentornato per una nuova intervista. Per prima cosa, come stai? Hai cambiato squadra da poco, un ritorno al passato per te. Quali sensazioni hai provato in queste prime settimane?

Ciao Nazario è sempre piacere. Io sto benissimo ora!! Son tornato ad Olginate dopo la parentesi Pro Sesto. Son davvero contento, perché avevo bisogno di un posto come questo. Ti permette di lavorare in tranquillità puntando sempre al meglio senza tralasciare la professionalità. La squadra è nuova anche se alcuni elementi già li conoscevo. Il difficile è rapportarsi con i giovani, che per tanti motivi sono loro il fulcro delle rose in questi tempi.

 

Tu vivi in prima persona il calcio di serie D. In tanti dicono che il fallimento della nazionale sia dovuto agli stranieri o alla poca fiducia nei giovani. Ma non sarà che mancano anche dei bravi “insegnanti” nei settori giovanili?

Dici bene, se una cosa non va bene a monte è perché a valle qualcosa è andato storto. Negli ultimi mesi sto notando la presa di coscienza del fallimento e molti dell’ambiente si stanno muovendo a proposito. Non sarà semplice perché i cambiamenti richiedono tempo. Nella mia realtà di serie D, dove gli allenatori sono obbligati a far giocare un certo numero di ragazzi, è veramente difficile trovare qualcun ragazzo “pronto”. Credo che il problema sia dovuto a tutto un insieme di interessi che circondano il mondo dei settori giovanili. La gioia più grande per un allenatore/istruttore non dovrebbe essere la vittoria imminente del proprio campionato o di una partita. Dovrebbe essere la gioia nel vedere un proprio allievo esordire in serie A, o che abbia esaudito il suo sogno. Piccolo o grande che sia. Bisogna aiutarlo a crescere in un ambiente sano,imparando a convivere con la sconfitta e con la vittoria senza illuderlo, preparandolo per la vita vera.

 

Ricollegandoci all’ultima domanda, Zeman (che crede molto in Karim) continua a scommettere su giovani di belle speranze. Come vedi la sua scelta di Cagliari? So che voi siete molto legati alla Sardegna...

Un esempio su tutto collegandomi alla domanda di prima è proprio il Mister Zeman. Con i suoi metodi e il suo pensiero si è creato molti nemici. Veder giocare e vincere i suoi giocatori Champions League e Mondiali, certo non è la stessa cosa di come viverli in prima persona. Ma conoscendolo un po', avrà esultato anche lui quando Totti ha alzato la Coppa del mMondo (in modo composto logicamente). E' una sua piccola vittoria. Noi siam sardi da parte materna, amiamo quella terra. Per risollevare il Cagliari, il mister Zeman è arrviato al momento giusto. L’ambiente ha bisogno di entusiasmo e coinvolgimento. Non sai mai se le partite possano finire tanto a poco per gli avversari o uscire vincente con una goleada. Ed è proprio questo il bello del suo calcio.

 

Passiamo a Karim. Anche lui ha cambiato squadra, anche se negli ultimi anni lo ha fatto più spesso di te. Bologna in B vuol dire tanti onori ma anche molti òneri. Una realtà quasi opposta a quella di Sassuolo. Tu che lo conosci bene, caratterialmente lo vedi meglio nelle pressioni bolognesi o nella tranquillità di Sassuolo?

Il Bologna è un grande club. E' passato da Signori a Baggio e infine Diamanti. Ora che si ritrova in serie B l’apporto del pubblico potrebbe essere fondamentale sia dentro che fuori dallo stadio. E’ una questione di adattamento, se riesci a ritagliarti il tuo angolo di serenità, qualsiasi città può diventare casa tua. Karim non ha questi problemi, sceglie con cura l’alloggio e le zone da frequentare. Ha poco da fare il brillante perché tanto ogni due per tre, mamma è giù a casa sua. Bologna poi è una bellissima città, sicuramente una realtà diversa rispetto a Sassuolo.

 

Ti mettiamo in difficoltà. :) Se fossi un allenatore, quale critica (costruttiva ovviamente) faresti a Kim?

Karim lo conosco come le mie tasche, anche se a volte riesce a sorprendermi. Sto cercando di fargli mettere in testa che ogni corsa è importante, deve usare di più la testa. Non può permettersi di sprecare forze inutilmente, perché ne risentirebbe nei momenti cruciali della partita. Gli allenatori che hanno conosciuto Karim lo apprezzano perché sa anche difendere e fa sempre una corsa in più per il compagno. Se riesce a gestire le sue corse sara molto più lucido davanti alla porta e tara sicuramente più gol. La critica collegata, appunto, è che sbaglia spesso dei passaggi troppo facili. Proprio perché si propone tanto non è lucido mentalmente per mantenere il controllo. Lui è un generoso di natura!! Permettimelo, son sempre suo fratello!

 

Kim è in continua crescita. Dal primo giorno in cui l’ho visto ho creduto nel suo grande potenziale. Hai anche tu la sensazione che il suo talento sia ancora inespresso? In questo senso è fondamentale aver trovato un tecnico che crede in lui, per avere la continuità che merita...

Lui ha sempre dimostrato che può far parte del grande calcio, ha le qualità fisiche, tecniche e mentali per farlo. Trovare un allenatore che crede in un giocatore è fondamentale, Karim ha bisogno di questo. Per tanti motivi non ha potuto giocare con continuità gli anni passati. Se riuscirà a mantenere costanti le sue prestazioni, potrà migliorare sempre di più e far parlar di se anche più in alto. Non bisogna accontentarsi di due o tre partite, perché i campionati sono lunghi. Avere un allenatore che pone la fiducia in un giocatore è fondamentale, nei momenti di difficoltà ci si da un mano a vicenda.

 

Nella pagina Facebook di Karim, spesso leggiamo un tormentone: “play for Tunisia”. Sappiamo che tu hai militato anche in un club tunisino. Cosa pensi della possibilità di giocare nella nazionale? Se tu avessi questa opportunità, ci penseresti?

In molti mi chiamano per delle interviste, vecchi compagni che ora militano in nazionale maggiore mi scrivono..Prima io poi lui, ma sopratutto lui, è molto conosciuto in Tunisia. La Tunisia non ha un bacino molto ampio di giovani calciatori e fan fede sopratutto sui giocatori che militano in europa per ambire alla partecipazione dei mondiali o vincere una Coppa d’Africa. Giocare per la propria nazionale è il sogno di tutti i bambini. Io, al contrario di Karim, ho vissuto il calcio Tunisino. Se dovessi avere la fortuna di essere chiamato ci andrei di corsa. Io auguro a mio fratello di avere un’opportunità per entrare nella Nazionale Italiana, d’altronde la sua carriera in nazionale ha creato i presupposti. Sarebbe un ipocrita ad una certa età rifiutare la partecipazione di un mondiale. Basta una chance. Crederci non costa nulla.

 

In questo momento, quale squadra di club ti impressiona maggiormente? E da quale tecnico vorresti essere allenato?

Io sono innamorato del calcio inglese. Ma devo dire quest’anno oltre al nostro Garcia Il Bayer di Guardiola è incredibile. Cerca sempre d’innovare, fa esperimenti, crea, cambia, non si accontenta del risultato. Essere allenato da Guardiola sarebbe eccezionale, anche se il mio allenatore preferito è Sir Alex Ferguson, cosa darei per fare anche solo un allenamento con lui.

 

Credi che per un allenatore sia necessaria la gavetta, o sei favorevole alle soluzioni tipo Seedorf o Inzaghi?

Molti ex-calciatori hanno la fortuna di trovarsi già la sedia pronta. Non è di certo facile, anche se in carriera sei stato un giocatori di carisma. Quando ti dicono allenatore in campo. La gavetta ci vuole, lunga o corta che sia. Devi capire come rapportarti, riorganizzare la tua vita e soprattutto il modo di pensare. Da Milanista ho apprezzato sia Seedorf che Inzaghi, ma Pippo in più ha il coinvolgimento. E’ riuscito in poco tempo a far provare ai suoi giocatori cosa prova lui, per questo esultano tutti come matti. E’ uno spettacolo.

 

In Europa va di moda l’allenatore “motivatore”. Alla Mourinho, alla Conte. Credi sia necessario per un calciatore avere un tecnico di questo tipo? Non dovrebbe essere una cosa implicita la voglia di vincere e di dare il massimo?

Nella testa di un calciatore le motivazioni non dovrebbero mai cessare. Ma nella vita non c’è solo il pallone e qualche calo di concentrazione è ovvio. Avere un allenatore che ti sprona nel modo giusto tutti i giorni, che ti da le giuste attenzioni può migliorare la tua prestazione del 50%. Influenza molto. Se un allenatore riesce ad entrare nella testa di un giocatore ha fatto l’80% del lavoro. Non è semplice, far capire, le proprie idee farsi coinvolgere. L’allenatore di oggi deve essere in grado di ascoltare la squadra senza entrare nella loro intimità. Un allenatore vincente ha una squadra vincente con dei giocatori vincenti.

Prima dei saluti, un’ultima curiosità. Continuano le sfide a FIFA con Karim?

Quando torna a casa abbiamo i nostri momenti. Fifa è sempre gettonato. Lui spesso prende il Sassuolo per muovere i suoi amici. Le competizioni sono sempre alla pari a meno che non si faccia Milan-Sassuolo.

 

Grazie mille e in bocca al lupo per la tua stagione!

Grazie mille veramente, hai sempre un pensiero positivo per mio fratello. Grazie ancora e spero di esenti utile più avanti.

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